Napoli, cinque gol in tre gare: Allegri pensa alla difesa ma non tocca nulla contro l'Arsenal
Dopo i due gol beffa incassati nel finale di San Siro, il reparto arretrato resta la vera urgenza della stagione: Allegri valuta correttivi in vista del campionato, ma contro l'Arsenal di mercoledì non è tempo di esperimenti.

Cinque gol subiti in tre giornate, esattamente quanti quelli segnati, e un dodicesimo posto con appena 3 punti dopo Genoa, Como e Inter: il problema del Napoli di Massimiliano Allegri, alla vigilia dell'esordio in Champions League con l'Arsenal, si chiama difesa. Nelle ultime due uscite, il ko interno col Como (1-2) e il crollo di San Siro (3-2), gli azzurri ne hanno incassati cinque su cinque: la porta di Meret ha retto solo nel 2-0 di Genova.
In tutte e tre le gare la coppia centrale è sempre la stessa, Rafa Marín e Amir Rrahmani: lo spagnolo alterna duelli individuali retti con personalità a quelle che in casa Napoli chiamano amnesie, cali di attenzione gravi come quelli che hanno spianato la strada alla rimonta dell'Inter. Rrahmani, costretto a coprire campo per sopperire ai compagni, paga a sua volta qualche passaggio a vuoto.
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A San Siro Allegri aveva provato a correre ai ripari a partita in corso, inserendo Benoît Badiashile — al suo esordio assoluto in maglia azzurra — per rinforzare il reparto: il francese è apparso un pesce fuor d'acqua, sbattendo subito la testa contro Thuram in un episodio già ripreso nei giorni scorsi.
Sul quadro pesano anche le assenze lunghe: Alessandro Buongiorno resterà fuori almeno fino a dicembre, Luca Marianucci è ancora ai box. Sam Beukema, invece, è vicino al rientro: la maglia da titolare per lui è attesa più avanti, tra le sfide di campionato con Bologna e Fiorentina, prima della sosta per le nazionali — non mercoledì.
Il piano c'è, ma non per l'Arsenal
Allegri sta valutando una soluzione più profonda in vista del campionato: Giovanni Di Lorenzo braccetto in una difesa a tre, con Costantino Favasuli pronto a esordire come quinto sulla destra. Un assetto che però resta cucito sulle gare di Serie A: contro l'Arsenal non è il momento di sperimentare.
Capiamo perché. I Gunners arrivano al Maradona da finalisti dell'ultima Champions League e con tre vittorie su tre in Premier League, e contro il Chelsea hanno già mostrato di poter cambiare pelle in attacco: Havertz, Saka e Tzolis larghi, con Odegaard alle spalle della prima punta, in una rimonta firmata proprio in quella partita. Un reparto offensivo che si adatta gara per gara, messo di fronte a una difesa che nelle ultime due uscite ha incassato cinque reti: la combinazione, mercoledì alle 21 al Maradona, non lascia spazio a passi falsi.
Ed è qui il nodo che la piazza non può ignorare: dopo Como e Inter, la risposta di Allegri per la notte più delicata della stagione fin qui è restare con lo stesso undici che ha già ceduto cinque gol in due gare, rimandando ogni correttivo serio al campionato. Una scelta prudente, se si vuole; ma dopo un avvio così, prudenza e continuità rischiano di somigliare troppo alla stessa domanda a cui la squadra non ha ancora risposto.
Fonte: Il Mattino Napoli




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