Il paradosso di mercoledì: l'Arsenal ha speso 200 milioni a vuoto, il Napoli quasi nulla per scelta
Mercoledì alle 21 al Maradona, in Champions League, si affrontano due squadre che hanno fallito il mercato per motivi opposti: l'Arsenal ha speso quasi 200 milioni di sterline senza prendere i pezzi pregiati, il Napoli ha risparmiato per scelta senza chiudere nemmeno i colpi minori.

Mercoledì alle 21, al Maradona, si affrontano due squadre reduci dalla stessa delusione di mercato, maturata però per ragioni opposte. È la prima giornata della League Phase di Champions League 2026/27, il primo impegno europeo di Massimiliano Allegri dopo l'addio di Antonio Conte, e il calendario mette di fronte l'Arsenal che ha speso e non ha preso, e il Napoli che non ha nemmeno provato fino in fondo.
I Gunners hanno messo sul mercato quasi 200 milioni di sterline, portando a casa Bruno Guimaraes, Konsa, Tzolis e Hincapie, ma la lista dei bersagli mancati conta ventuno nomi: da Vinicius Junior, mai davvero trattabile con il Real Madrid, a Joao Pedro del Chelsea, passando per Julian Alvarez, Morgan Rogers, Sandro Tonali ed Elliot Anderson. Bradley Barcola è finito al Liverpool per 123 milioni di euro, i difensori del Tottenham Van de Ven e Romero sono rimasti a Londra, e nemmeno Kenan Yildiz della Juventus o Nico Paz del Como si sono mossi verso l'Emirates. Mikel Arteta la mette così: «Le caselle della campagna acquisti? Sì, spuntate al 100%. Il risultato finale può essere diverso da quello che ti aspetti, ma l'intenzione c'era: ed è quello che apprezzo di più».
Leggi anche Napoli-Arsenal, mercoledì alle 21 al Maradona: si vede solo su Prime Video
Sull'altra sponda la storia è ribaltata. Il Napoli ha chiuso una sessione di riequilibrio finanziario, con una spesa lorda attorno ai 50 milioni di euro, la più bassa degli ultimi cinque anni. Gli obiettivi dichiarati alla vigilia — abbassare il monte ingaggi e l'età media della rosa — sono rimasti in gran parte disattesi. In entrata gli azzurri hanno provato a chiudere per un difensore centrale e per un attaccante, con i nomi accostati che andavano da Gila a Gabriel Jesus, senza mai affondare il colpo; in uscita non sono riusciti a piazzare Noa Lang e Lorenzo Lucca, mentre Dinis Rodrigues è stato ceduto in prestito all'Eldense. Il direttore sportivo Giovanni Manna ha difeso la linea: «La squadra è valida per perseguire i nostri obiettivi».
Un'austerity che non convince tutti
È un paradosso che si commenta da sé: una squadra ricca e delusa contro una povera per scelta di programmazione. Ma la linea dell'austerity a Napoli non convince tutti in casa nostra: con tre competizioni da onorare e un centrocampo che dopo lo stop di Scott McTominay non ha un sostituto di ruolo, il rischio è che il risparmio si paghi proprio nei mesi più intensi della stagione.
Il Napoli arriva a questo appuntamento con l'amaro in bocca del 3-2 subìto sabato a San Siro, dopo essere stato avanti 2-0: dodicesimo posto in classifica con 3 punti in 3 giornate, il bilancio di una vittoria e due sconfitte. La Champions arriva così nel momento peggiore per chiedere già delle risposte a una squadra costruita con il freno a mano tirato sul mercato.
Mercoledì alle 21, quando le squadre entreranno in campo al Maradona, i portafogli lasceranno spazio ai fatti: chi ha comprato tanto senza prendere i pezzi pregiati contro chi ha comprato pochissimo per scelta. Sarà il campo a dire quale delle due strategie regge l'urto della fase a gironi.
Il video ufficiale
Fonte: Il Napolista




La parola alla Curva
Nessuno ha ancora parlatoPer commentare entra nella Curva — gratis, senza password.